Tecnologia

Tecnologia dello studio

Gli strumenti dello studio servono a misurare ciò che a occhio nudo si può soltanto stimare. Nello studio del Dott. Tommaso Martella, a Modugno, sono tre: l’elettromiografo Teethan, che valuta forza ed equilibrio dei muscoli masticatori; la chirurgia a ultrasuoni, che in implantologia incide l’osso con un rischio ridotto per nervi e tessuti molli; l’impronta digitale, che evita la pasta in bocca a chi soffre di conati di vomito.

Tecnologia dello studio

Per capire se uno di questi esami è indicato nel proprio caso si può prenotare una visita allo 080 535 3297: il tempo per le spiegazioni fa parte dell’appuntamento.

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Che cosa misura l’elettromiografo Teethan?

L’elettromiografo di superficie registra l’attività elettrica dei muscoli attraverso sensori applicati sulla pelle, senza aghi e senza radiazioni. Il sistema Teethan impiega quattro sonde sui masseteri e sui temporali anteriori — i muscoli della masticazione — e registra due serramenti di cinque secondi ciascuno: il primo su rulli di cotone, il secondo sui denti. Dal confronto il software ricava indici di simmetria, di baricentro occlusale e di torsione della mandibola.

Il dato descrive come lavorano i muscoli quando i denti si chiudono, cioè l’equilibrio fra occlusione (il “morso”) e muscolatura. È un servizio aggiuntivo alla visita, che può affiancare la valutazione clinica in questi casi:

  • progettazione di protesi estese e verifica dell’equilibrio dopo la consegna;
  • controllo dell’occlusione prima, durante e dopo un trattamento di ortodonzia;
  • bruxismo e serramento notturno dei denti;
  • affaticamento o “tic” della mandibola;
  • mal di testa di tipo muscolo-tensivo, quando si sospetta una componente masticatoria.

Va precisato che la diagnosi dei disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare resta clinica: la letteratura indica che l’elettromiografia non sostituisce la visita. Il suo valore è offrire un numero confrontabile nel tempo, utile a verificare se una protesi o un bite (placca occlusale) hanno modificato l’equilibrio muscolare.

A cosa serve la chirurgia a ultrasuoni in implantologia?

Manipolo per chirurgia a ultrasuoni con inserto sottile

La chirurgia piezoelettrica, detta anche chirurgia a ultrasuoni, incide l’osso con le microvibrazioni di un inserto metallico anziché con frese rotanti. Alle frequenze impiegate (circa 25–30 kHz) l’azione è selettiva sui tessuti mineralizzati: nervi, vasi e mucose richiedono frequenze più alte per essere tagliati, e il rischio di lesione risulta quindi ridotto.

In implantologia lo strumento può essere impiegato per:

  • preparare la sede dell’impianto vicino a strutture delicate, come il nervo alveolare inferiore;
  • il rialzo del seno mascellare, con minore rischio di perforare la membrana che lo riveste;
  • espandere creste ossee sottili e prelevare osso per gli innesti;
  • l’estrazione di denti del giudizio vicini al nervo.

L’irrigazione continua limita il surriscaldamento dell’osso e mantiene il campo operatorio più visibile. Il limite noto è un tempo operatorio leggermente più lungo; la selettività, inoltre, riduce il rischio senza annullarlo, e la pianificazione radiografica resta indispensabile.

Come si prende l’impronta digitale a chi soffre di conati?

Scanner intraorale con la sua base di appoggio

L’impronta digitale è una rilevazione delle arcate eseguita con uno scanner intraorale, una piccola telecamera che ricostruisce denti e gengive in tre dimensioni. Sostituisce il cucchiaio riempito di pasta (alginato o silicone), che in alcune persone scatena il riflesso faringeo — i conati di vomito — insieme a una sensazione di soffocamento.

Con lo scanner nessun materiale viene appoggiato sul palato e la scansione può essere interrotta e ripresa in qualsiasi momento. Una revisione sistematica pubblicata sullo European Journal of Orthodontics riporta giudizi dei pazienti in genere più favorevoli allo scanner per nausea, odore, sapore e comfort complessivo.

L’impronta digitale può essere impiegata per corone, ponti, protesi su impianti, bite e apparecchi ortodontici. Nei casi di riflesso molto accentuato la punta dello scanner può comunque dare fastidio nelle zone posteriori: pause frequenti e respirazione nasale aiutano in genere a completare l’esame.

Perché i tre strumenti rendono di più insieme?

Il vantaggio maggiore non sta nel singolo strumento, ma nel flusso di lavoro digitale che li collega. La scansione fornisce la forma delle arcate; l’elettromiografia aggiunge la funzione dei muscoli; la chirurgia a ultrasuoni permette di intervenire sull’osso con maggiore controllo. Una protesi su impianti può quindi essere progettata sulla forma e verificata sulla funzione, ripetendo il test muscolare dopo la consegna.

Le scansioni archiviate possono inoltre essere sovrapposte a distanza di tempo, per osservare l’usura dei denti in chi soffre di bruxismo. La tecnologia serve a questo: sostituire la stima con una misura, e spiegare al paziente il percorso con dati che può vedere.

Dove si trova lo studio e come si prenota una visita?

Nello studio l’elettromiografo, la chirurgia a ultrasuoni e l’impronta digitale vengono impiegati quando il caso lo richiede, e il loro uso viene spiegato prima di iniziare.

Lo studio si trova a Modugno, in Via Sorrento 6, a breve distanza da Bari e da Bari Nord. Ci raggiungono anche le famiglie di Bitonto, Binetto e Palo del Colle, Bitetto e Bitritto.

Per sapere se uno di questi strumenti può essere utile nel proprio caso basta una telefonata o una e-mail. È la prima visita a stabilire quali esami servono davvero, e quali possono essere evitati.

Fonti

  • Ministero della Salute, Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia, edizione 2017.
  • Saracutu O.I., Pollis M., Ferrari Cagidiaco E., Ferrari M., Manfredini D. (Università di Siena), Repeatability of Teethan indexes analysis of the masseter and anterior temporalis muscles during maximum clenching: a pilot study, Clinical Oral Investigations, 2023; 27: 5309–5316.
  • Stübinger S., Stricker A., Berg B.I. (Università di Basilea), Piezosurgery in implant dentistry, Clinical, Cosmetic & Investigational Dentistry, 2015; 7: 115–124.
  • Christopoulou I., Kaklamanos E.G., Makrygiannakis M.A., Bitsanis I., Tsolakis A.I., Patient-reported experiences and preferences with intraoral scanners: a systematic review, European Journal of Orthodontics, 2022; 44(1): 56–65.

Le informazioni di questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono una visita, una diagnosi o un trattamento professionale.

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