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Come togliere il tartaro: si può fare a casa o serve lo studio a Modugno?

Controllo dei denti con specchietto e sonda dentale

Perché i rimedi casalinghi non bastano, quali sono rischiosi e come si svolge la detartrasi in studio.

Il tartaro, noto anche come calcolo dentale, è placca batterica che si è mineralizzata sulla superficie dei denti e lungo il margine delle gengive. Una volta formato non si può togliere a casa: né lo spazzolino né i rimedi naturali riescono a staccarlo senza rischiare di danneggiare smalto e gengive. Si rimuove in sicurezza solo con l'ablazione (la cosiddetta "pulizia dei denti") eseguita in studio, mentre a casa si può fare molto per rallentarne la formazione.

Se da qualche tempo non si esegue un controllo, una seduta di igiene nel nostro studio di Modugno permette di capire quanto tartaro è presente e ogni quanto conviene rimuoverlo. Per un appuntamento, con calma, si può chiamare lo 080 535 3297.

La domanda arriva in studio in forme diverse. Il tartaro si può grattare via da soli con uno strumento acquistato online? Esiste un dentifricio o un rimedio naturale capace di scioglierlo? Oppure, una volta comparso, l'unica strada è la pulizia professionale dal dentista? Le tre risposte dipendono da un solo fatto: la differenza tra placca e tartaro.

Perché lo spazzolino non basta

La placca batterica è una pellicola morbida di batteri e residui che si deposita sui denti ogni giorno e si rimuove con spazzolino e filo. Se resta in sede, i sali di calcio e fosfato della saliva la mineralizzano: il processo può iniziare entro 24-72 ore e, in circa due settimane, porta a un deposito duro e aderente.

A quel punto il tartaro è ancorato al dente come il calcare a un rubinetto. Se ne distinguono due forme:

  • Tartaro sopragengivale, visibile e giallastro, frequente dietro gli incisivi inferiori.
  • Tartaro sottogengivale, più scuro, nascosto sotto il margine della gengiva.

Il secondo è il più insidioso: la superficie ruvida trattiene nuova placca e mantiene l'infiammazione delle gengive (gengivite), che nel tempo può evolvere in parodontite.

I rimedi casalinghi e i rischi per lo smalto

Online circolano molti metodi per togliere il tartaro da soli. Nessuno di questi, secondo le evidenze disponibili, rimuove il calcolo già formato; alcuni possono invece causare danni permanenti:

  • Bicarbonato usato a secco o con frequenza, per l'azione abrasiva su smalto e dentina.
  • Aceto, limone o succhi acidi, che erodono uno smalto che non si rigenera.
  • Raschietti e ablatori acquistati online, con rischio di ferite e recessioni gengivali.
  • Dispositivi a ultrasuoni domestici, che rimuovono al più i frammenti visibili.

Il paradosso è che la parte eliminata a casa è quella meno pericolosa, mentre il deposito sotto gengiva, che alimenta l'infiammazione, resta al suo posto.

Come si toglie il tartaro in studio

L'ablazione del tartaro (detta anche detartrasi) è una procedura non chirurgica, eseguita dall'odontoiatra o dall'igienista dentale. Dura in genere 30-60 minuti e comprende:

  • Rilevazione della placca con un colorante che la rende visibile.
  • Rimozione del tartaro sopra e sotto gengiva con strumenti a ultrasuoni.
  • Rifinitura manuale con curette nei punti difficili da raggiungere.
  • Lucidatura delle superfici, che rallenta il nuovo accumulo.
  • Istruzioni personalizzate di igiene domiciliare.

Con gengive sane il fastidio è di solito modesto. In presenza di infiammazione o sensibilità si può ricorrere a gel anestetici di superficie o all'anestesia locale.

Ogni quanto serve l'ablazione

Per la maggior parte degli adulti con gengive sane sei mesi sono un riferimento ragionevole, ma l'intervallo va stabilito caso per caso. Possono richiedere richiami ogni 3-4 mesi:

  • Pazienti con parodontite trattata o in trattamento.
  • Fumatori.
  • Persone con diabete.
  • Portatori di apparecchi ortodontici, impianti o protesi.
  • Donne in gravidanza, per la maggiore tendenza all'infiammazione gengivale.

Le linee guida europee sulla parodontite indicano la terapia di mantenimento periodica come elemento decisivo per conservare i denti nel lungo periodo.

Cosa fare a casa per rallentarne la formazione

Il tartaro già formato si toglie in studio; la sua formazione, invece, si controlla soprattutto a casa:

  • Spazzolamento due volte al giorno per due minuti, con setole morbide.
  • Pulizia quotidiana degli spazi tra i denti con filo o scovolini.
  • Dentifricio al fluoro; quelli con pirofosfati o citrato di zinco possono ridurre il tartaro sopragengivale.
  • Particolare cura della superficie interna degli incisivi inferiori.
  • Riduzione degli zuccheri frequenti e abbandono del fumo.

Questi accorgimenti non sostituiscono l'igiene professionale, ma allungano il tempo in cui il deposito si riforma.

Le novità nell'igiene professionale

L'igiene dentale sta cambiando approccio: meno raschiamento, più diagnosi e prevenzione mirata. Alcune tendenze già disponibili o in diffusione:

  • Air polishing con polveri a bassa abrasività (glicina, eritritolo), che rimuovono il biofilm con aria e acqua anche attorno a impianti e apparecchi.
  • Protocolli guidati dal colorante rivelatore, come la cosiddetta Guided Biofilm Therapy, che intervengono solo dove serve.
  • Cartelle parodontali digitali, che confrontano nel tempo profondità delle tasche e sanguinamento.
  • Software di intelligenza artificiale, in fase di validazione, per riconoscere sulle radiografie tartaro sottogengivale e perdita ossea.
  • Richiami calibrati sul rischio individuale anziché su un calendario fisso.

In prospettiva la seduta di igiene diventa un monitoraggio della salute gengivale, non soltanto una pulizia.

Quando conviene prenotare la pulizia

Il tartaro impiega mesi a diventare evidente, ma alcuni segnali indicano che è il momento di un controllo: gengive che sanguinano durante lo spazzolamento, alito cattivo persistente (alitosi), macchie giallo-brune alla base dei denti, sensazione di ruvidità al passaggio della lingua. È importante non attendere il dolore: la parodontite procede spesso in modo silenzioso e, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle forme gravi interessa circa un adulto su cinque nel mondo. Un'ablazione regolare e un'igiene domiciliare corretta restano il modo più semplice per evitarla.

Il nostro studio a Modugno e come raggiungerci

Nel mio studio di Modugno la seduta di igiene inizia sempre con una valutazione delle gengive e prosegue con strumenti a ultrasuoni e protocolli aggiornati attraverso la formazione continua. Lo scopo non è solo togliere il tartaro, ma stabilire con ciascun paziente l'intervallo di richiamo più adatto. Alcuni pazienti hanno descritto così l'esperienza:

"Preciso e attento a qualsiasi trattamento e all'igiene dello studio e strumenti utilizzati." — Barbara, recensione MioDottore
"Prima di iniziare il trattamento mi hanno spiegato chiaramente il preventivo e tutte le opzioni disponibili, senza sorprese finali." — Antonella T., recensione Google

Lo studio si trova in Via Sorrento 6, 70026 Modugno (BA), a pochi minuti da Bari Nord (San Paolo, Palese) e facilmente raggiungibile dalla tangenziale di Bari e dalla statale 96. Ci raggiungono anche le famiglie di Bitonto, Binetto, Bitetto, Bitritto e Palo del Colle.

Per prenotare una seduta di igiene o una visita di controllo: tel. 080 535 3297, cell. 376 28 39 680, e-mail dr.tommasomartella@libero.it.

Le informazioni fornite su questo sito web sono solo a scopo informativo e non costituiscono una consulenza medica. I contenuti non devono essere considerati come sostituti di una visita, una diagnosi o un trattamento medico professionale.

Fonti

  • Ministero della Salute, Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia, 2017.
  • Ministero della Salute, Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva, 2013.
  • World Health Organization, Global oral health status report, 2022.
  • European Federation of Periodontology, Sanz M. et al., Treatment of stage I–III periodontitis: the EFP S3 level clinical practice guideline, Journal of Clinical Periodontology, 2020.
  • Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), materiali divulgativi su gengivite e parodontite.
  • American Dental Association, MouthHealthy, Plaque & tartar.
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